Mille dollari per pubblicità che 'spia'

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ROMA - Privacy a rischio con la pubblicità sugli smartphone: con circa mille dollari chiunque potrebbe comprare inserzioni online in grado di tener traccia anche della posizione degli utenti. A lanciare l'allarme un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington, secondo i quali i dati raccolti dagli inserzionisti non servono solo a vendere prodotti ma, nelle mani sbagliate, potrebbero essere sfruttati pure per "spiarci", negli spostamenti reali e nell'utilizzo di determinate applicazioni.

Uno scenario simile è stato verificato dai ricercatori con un esperimento che sarà presentato a fine mese in un workshop a Dallas. Chiunque, spiega il ricercatore Paul Vines, "da una spia straniera ad un coniuge geloso può facilmente registrarsi presso una grande società di pubblicità online e con un budget abbastanza modesto utilizzare i suoi strumenti per tracciare il comportamento di un altro individuo". La scoperta, aggiunge il co-autore Franzi Roesner, dovrebbe spingere l'industria ad alzare la guardia nei confronti di una simile minaccia.

Gli scienziati hanno scoperto che un acquirente di inserzioni online, in certe circostanze, può vedere quando una persona visita un certo luogo nel giro di dieci minuti dal suo arrivo.

Possibile anche tener traccia dei movimenti con pubblicità geolocalizzata sul telefonino. Chi compra gli annunci, inoltre, potrebbe anche vedere le tipologie di app usate dai potenziali target. Elemento che può rivelare informazioni sensibili delle persone, da quelle sentimentali a quelle sanitarie, politiche o religiose.
   

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